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Caro orsetto Teddy,

non ci sentiamo da tanto e perciò preferisco chiamarti con il tuo nome di battesimo ma, lo sai, ti ho sempre chiamato Bettino.

Caro inseparabile amico orso, ti devo delle scuse e se sono ancora qui è perchè non ti ho ancora dimenticato. Mi chiedo ancora dove tu possa essere finito: in braccio ad un altro bimbo? In soffitta? In cantina? Accanto al giradischi arancione?

Bettino caro, soltanto adesso ho il coraggio di chiederti scusa per quella volta che ti ho lasciato penzolare l’ occhio per tre mesi, avrei dovuto chiedere alla mamma d’ operarti in tempo e, probabilmente, se l’avessi non saresti mai rimasto con un occhio e un buco…anche se devi ammettere che poi ho fatto un vero capolavoro quando ti ho incollato una guarnizione in sostituzione.

Ricordo ancora quando ti trascinavo per un braccio in cucina, bevevo il latte con il Nesquik e mi asciugavo il latte sbrodolato sulla tua morbida schiena. E come dimenticare tutte le volte che ti lanciavo in aria, ti sbattevo sulla ringhiera delle scale e ti mettevo sotto le ruote della bici?

Ti divertivi come un pazzo e io ero tranquilla perché sapevo di trovarti sempre sul letto con il musino bianco e quel sorrisino tenerino che mi ricordava che tutto in torno a me stava andando per il meglio. Anche quando avevo goccioloni agli occhi, paura del buio e mi sentivo sola, tu eri sempre lì, sereno, come se ti avessero appena passato una canna.

Il tempo è passato così lentamente da essere impercettibile, le mie visite sono state sempre meno frequenti finchè non sei sparito come Bogus o Mary Poppins. La gente dice che quando si cresce con gli orsacchiotti di pezza come te, poi vengono rimpiazzati da pensieri selvaggi e poi da uomini, dunque sempre di orsi si tratta, soltanto che gli uomini non sono una specie in via d’ estinzione come te!

Caro orsacchiotto Bettino, sarò diventata anche grande ma alcune volte vorrei ancora potermi addormentare abbracciando qualcuno come un tempo facevo con te. Vorrei anche poter correre in stanza ogni volta che dagli occhi si affacciano le lacrime e ritrovare qualcuno se mi sorridesse come solo tu sapevi fare. Mi chiedo se ho bisogno di un uomo o ancora di te! Bettino, il mio ricordo più tenero oggi va a te, per tutte le volte che ti sei lasciato sbudellare, picchiare e impiccare senza mai lamentarti.

Ovunque tu sia sono certa che stai bene: quel sorrisino dolce non riuscivo a togliertelo nemmeno quando ti avvicinavo al caminetto con l’attizzatoio! Ora che ci penso bene, mi chiedo se tu sia scappato perché ti ho lasciato solo o per disperazione!

L’ invito è sempre valido: se ti va ogni tanto torna a farmi visita, posso sempre rimediare al problema del tuo occhio, risistemarti qualche orecchio e ricucirti qualche buco, in cambio chiedo solo uno dei tuoi abbracci, uno di quelli che mi ricordavano che tutto va bene.

Ciao Betty, ti voglio sempre bene.

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