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Elvis
... e La Bruttina del Liceo


 

elvis
Dedicato a chi si è innamorato con Love Me Tender o con You Don’t Have To Say You Love Me" fantastica versione Elvis di: Io che non vivo più di un'ora senza te.

A tutti quelli che non si scordano le feste in casa negli anni 60, con i lenti e la Bruttina che metteva i dischi.

Questa pagina è dedicata proprio a te Bruttina che mi passavi le versioni di greco e di latino.

Come vedi non mi sono dimenticato di te. Sai, quando hai 13 o 14 anni, certe cose non le capisci subito. Ma adesso dopo tutto questo tempo chissà perchè mi ritorni in mente

Avevi la foto di Elvis nel tuo diario sempre ordinato e con tutti gli orari delle lezioni sempre aggiornato. A me il diario durava 20 giorni al massimo, poi era da buttare, ridotto ad uno straccio tutto scarabocchiato e unto di focaccia.

Sono passati tanti, troppi anni, dove sei ? Lo so, sono sicuro, sei diventata bellissima.

All'improvviso mi è venuta nostalgia di te e di quell'aria sempre sognante che avevi. Chi mette oggi i dischi per te ?

Mi manchi e non capisco. O forse si, mi mancano quei giorni spensierati, quei giorni che non ci sono più. Col tempo sai, col tempo tutto se ne va.

In quei giorni stavo vivendo i ricordi che mi sarebbero rimasti dentro per sempre ... e non lo sapevo, non mi accorgevo di quanto fosse dolce quella situazione.

Eri dolce tu. Era dolce quell'età per tutti noi e pensare che volevamo diventare "grandi" in fretta, per fare cosa poi.

Quanti errori che avremmo fatto da "grandi"

Grazie per quello che mi fai ricordare.

Una cosa è certa, tu oggi  non ti ricordi di me ma io non ti scorderò mai. Dove sei amore.


In risposta abbiamo ricevuto questa letterina.
Riteniamo che sia di una dolcezza incredibile. Leggetela distesi e rilassati ... se potete.

Ciao, sono la bruttina.
No, non mi sono dimenticata di te, non mi sono dimenticata di nessuno, ho ancora tutte le foto di classe, di tutti gli anni, e le foto delle gite scolastiche, tutte sistemate negli album.

Sai, ho ancora i diari su cui c'erano le foto di James Dean e i testi delle canzoni di Claudio Baglioni, ci sono affezionata, mi ricordano i tempi della scuola.

Quegli anni li ricordo con tenerezza, anche se allora non è stato facile essere la bruttina.
Sognavo di essere come le altre ragazze, quelle belle, ben vestite, spigliate, divertenti, che erano sempre circondate di maschietti e sempre al centro dell'attenzione.

Invece ero sempre seduta al mio posto, vicino alla finestra, in seconda fila, e sul banco disegnavo cuoricini e gabbiani, non andavo mai in bagno durante la lezione perché se avessi alzato la mano per chiedere il permesso, anche solo per un attimo, mi avrebbero guardata tutti e sarei diventata rossa. Ti ricordi? Mi succedeva sempre. E ogni tanto mi succede ancora, certe cose non cambiano mai.

Mi piaceva tanto fare i temi di tipo introspettivo, e adoravo suonare il flauto, ti ricordi com'ero brava? Il flauto che mi avete regalato al compleanno ce l'ho ancora nel cassetto del comodino, e quando a casa non c'è nessuno, capita che lo prendo e suono quello che ancora mi ricordo delle Medie.

Sognavo di venire alle feste che organizzavate per San Valentino, ma non avevo il ragazzo, anche se mi aveste invitata non sarei potuta venire.

E quando, durante le feste, si cominciava a ballare, rimanevo seduta con il bicchiere in mano, magari vuoto, ma serviva per dare l'impressione che fossi impegnata a fare qualcosa, come per dire "ballerei, ma in questo momento non posso, sto bevendo...". Nascosta dietro quel bicchiere di carta ad occhi aperti sognavo che qualcuno venisse da me e mi dicesse "ti va di ballare?".

Chissà, magari se fosse venuto davvero, non avrei avuto il coraggio di dirgli di si.

Hai ragione, è passato tanto tempo, sono cresciuta, sono diventata bella, sono diventata donna.
I dischi non ci sono più, ma c'è chi mi dedica dolcissime canzoni d'amore, qualcuno che ama la donna di oggi da cui ogni tanto traspare anche la tenera inadeguatezza della bruttina di ieri.

Tu invece sei riuscito a vedere nella bruttina di ieri la donna di oggi, hai colto la delicatezza di quei piccoli gesti che per gli altri erano banali ma che per me erano molto importanti. Non l'avrei mai immaginato.

Ogni bruttina sogna in cuor suo di sapere che c'è stato qualcuno che l'ha apprezzata per quella che era, semplice, dolce, autentica, timidissima e imbranata, qualcuno che a distanza di tanto tempo la ricorda ancora con tanta tenerezza. Qualcuno che non ha dovuto aspettare che il brutto anatroccolo diventasse un cigno.

Quello che hai scritto mi ha commosso, mi ha toccato dentro.
Grazie, anche se non sono io la tua bruttina.

Grazie a te per la tenerezza, non cambiare mai.


Guarda il Bellissimo Video di You Don’t Have To Say You Love Me

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