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Le ricerche del maialino - La tigre del Bengala

tigre del bengala

La tigre del Bengala è un cacciatore adattabile, a suo agio nelle fredde foreste dell'Himalaya così come negli acquitrini caldi,  a cavallo fra il Nord-Est dell'India e il Bangladesh. Ottima nuotatrice, la tigre ama l'acqua più degli altri grossi felini. La si trova spesso vicino alle lente correnti dei fiumi o alle pozze d'acqua ombreggiate, dove si apposta per aggredire le sue prede o più semplicemente per rinfrescarsi nei momenti più caldi del giorno.

Dovunque viva, la tigre occupa sempre un territorio vasto e denso di vegetazione. Le zone più ampie sono controllate dai maschi e possono arrivare anche a 70 kmq. La vastità del territorio permette alla tigre di trovare grandi quantità di cibo e le offre numerosi nascondigli per avvicinarsi alla preda di soppiatto, punto cardine, questo, della sua tattica di caccia.

tigrotto
La tigre del Bengala normalmente si accoppia in primavera, quando la femmina, per 3-7 giorni è, fertile. Dopo l'accoppiamento il maschio e la femmina rimangono insieme per alcuni giorni dopodichè il maschio se ne va e non prende parte alcuna all'allevamento dei cuccioli.

Dopo circa 15 settimane la madre dà alla luce 2-4 cuccioli che vengono allattati fino ai 6 mesi. In questo periodo la madre comincia, intorno alle sei settimane, a portare loro piccole prede da mangiare. Dopo lo svezzamento i piccoli accompagnano la madre nelle sue battute di caccia per apprendere quanto servirà loro per sopravvivere da soli. All'età di 18 mesi i cuccioli sono in grado di nutrirsi senza l'aiuto della madre.


Si pensa che la tigre del Bengala sia molto solitaria, ma ha semplicemente bisogno di molto spazio per cacciare; così conduce la sua vita sociale a distanza. Di fatto il territorio di un maschio spesso si sovrappone a quello di molte femmine.

La tigre spesso perlustra la maggior parte del suo territorio in pochi giorni e marca i suoi confini graffiando la corteccia degli alberi con le unghie e spruzzandoli con l'urina dal forte odore. L'urina non solo rafforza i limiti del territorio, ma manda anche messaggi chimici molto complessi alle altre tigri, quali informazioni sul sesso dell'esemplare, sulla taglia, lo "status" sociale e, nel caso delle femmine, la disponibilità all'accoppiamento.

Questi scambi di informazioni sono essenziali per la sopravvivenza delle tigri perché le aiutano a evitare la competizione per il cibo e le lotte per il territorio.

tigre

La tigre ha un fabbisogno alimentare di tre - quattro tonnellate di carne all’anno. Abitualmente caccia da sola. In casi eccezionali, però - come già stato rilevato - si sono visti due esemplari cooperare all’abbattimento di una preda molto grande. L’attività ha inizio di preferenza all’imbrunire. Il felino percorre, lento e silenzioso, i sentieri del proprio territorio, fermandosi, talvolta per fiutare od osservare qualche traccia di possibili prede. La tigre sceglie con prudenza le sue prede, per evitare ferimenti che potrebbero renderla invalida. Se si orienta verso animali grandi, come elefanti o gaur, punta soltanto sui più giovani e in questi casi lacera loro i tendini all' altezza delle ginocchia con le sue zampe anteriori, per renderli impotenti.

La ricerca di cibo è comunque molto difficoltosa: su oltre venti tentativi di agguato solo uno si conclude positivamente. La tigre, dopo aver avvistato la preda, si nasconde nell’erba alta per avvicinarla quanto più è possibile senza farsi scorgere.

L'enorme forza permette a questo grosso felino di cacciare prede abbastanza grandi da saziarla per molti pasti. Dopo aver ucciso, la tigre trascina le sue vittime a parte per divorarle; di solito comincia con i quarti posteriori, passando poi alle restanti parti compresa la pelle ed il pelo, che aiuta la digestione. Può arrivare a mangiare fino a 30 kg di carne in una sola volta e, quando è sazia, copre i resti con le foglie; ritornerà poi ogni notte finchè non li avrà finiti completamente dato che, come la maggior parte dei felini, mangia anche la carne in decomposizione.

 

tigre

Durante questo periodo, non si allontana mai troppo dalla carcassa per difenderla dagli altri animali affamati. La femmina di tigre, impegnata a portare cibo ai piccoli, li sorveglia durante il pasto e mangia soltanto quando essi sono sazi. Pare che una mamma deve uccidere una volta ogni cinque - sei giorni,  mentre una femmina priva di cuccioli soltanto una ogni otto giorni. I cuccioli imparano a cacciare osservando la madre. La loro iniziazione comincia fin delle prime settimane, attraverso i modelli di comportamento suggeriti dal gioco.

Ha ben pochi rivali, in natura, se si fa eccezione per l' uomo e per i cani selvatici radunati in branco. Le iene hanno tendenza a rubarle il pasto soltanto in sua assenza: venendo sorprese dal predatore in prossimità della carcassa, infatti, corrono il rischio di essere uccise se non si danno alla fuga. Gli sciacalli si avvicinano alla carcassa, strappano rapidamente piccoli pezzi di carne e poi corrono a divorarli in un luogo sicuro.

Per le tigri è sempre più difficile sopravvivere in libertà. L’uomo contende loro territorio e cibo. Inoltre, i guadagni offerti dal commercio illegale di parti del loro corpo le rende prede ambite. Infatti il pericolo più grave rimane  il bracconaggio, per rifornire di ossa e organi di tigre la medicina tradizionale cinese e la produzione di afrodisiaci.  Si sono spente nel mondo già tre delle otto sottospecie: le tigri del Caspio, di Bali e di Giava non esistono più. Le 5 sopravvissute ( del Bengala, della Cina meridionale, dell’Indocina, di Sumatra e della Siberia ) sono a rischio.

Nel 1972 il WWF, insieme al governo indiano, lanciò il "Progetto Tigre", creando più di 40 riserve per le tigri, a cui venne data protezione  anche grazie al divieto di commercio di tutti i prodotti derivati da questo animale.
 
Tuttavia il Maialino legge su Sette (settimanale del Corriere della Sera ) del 13 luglio 2000  - articolo di Gerd   Schuster) che "dal 1993 al 1997 il WWF  International è rimasto inoperoso a guardare come la sua filiale indiana  ostacolasse invece che favorire, la protezione della tigre.  Solo nel 97  il WWF si è assunto l'incarico del 'Programma della Conservazione della Tigre' da cui ci si aspetta ora un impegno concreto.   Nella sua veste di organizzazione globale ricca e potente, potrebbe esercitare pressioni politiche. I politici vogliono che la tigre si estingua  perchè una volta scomparsa potranno appropriarsi dei legni pregiati e delle  ricchezze offerte dal suolo delle riserve".

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