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Quella Sete Sospetta ... La Piometra


Tra le patologie con maggior incidenza in campo veterinario va sicuramente annoverata la piometra.

Questa parola dal suono assai arcano per molti proprietari di animali  indica comunemente la endometrite purulenta,  suo  corretto ed esteso nome  medico-scientifico.

Prima di indurre il cortese lettore a pensare che lo si stia prendendo in giro con strane caratteristiche definizioni sarà meglio addentrarci a piè pari nell’argomento spiegandolo chiaramente.


Piometra significa letteralmente presenza di pus (pio) nell’utero (metra) ed è il risultato di una grave infezione dello stesso che si verifica in femmine fertili di solito non giovanissime.

La forma più tipica si manifesta in diestro cioè nel periodo che segue il calore.

Qui può accadere che in assenza di gravidanza una eccessiva produzione ormonale (progesterone) da parte del corpo luteo ciclico, induca l’utero a mettere in atto tutte quelle modificazioni tipiche della gestazione pur senza la presenza del feto.

Tra queste un utero meno tonico ed una notevole produzione di muco (latte uterino) creano un ambiente ideale per la proliferazione batterica e la conseguente infezione.

La stessa può essere provocata anche da residui del parto o essere  la conseguenza di aborti.

E’ fondamentale ricordare come nei nostri animali, una delle principali cause di piometra siano i farmaci, contenenti progesterone, utilizzati per la soppressione e la prevenzione del calore o quelli impiegati per impedire gravidanze dopo accoppiamenti indesiderati.
La grande capacità di distendersi dell’utero, associata di solito alla cervice chiusa fanno si che la patologia si manifesti clinicamente dopo diverso tempo dalla sua insorgenza, quando l’imponente raccolta di liquido la fa esplodere in tutta la sua gravità.

Oltre all’evidente danno locale subentrano poi col passare dei giorni notevoli ripercussioni sistemiche che possono portare a morte l’animale.

La disidratazione del soggetto ha come conseguenza una diminuzione della filtrazione renale spesso associata ad una infiammazione del rene stesso (glomerulonefrite).

Le tossine liberate dai batteri vanno poi direttamente ad aggravare  lo stato di intossicazione generale.

Nei casi più gravi si può  assistere ad una setticemia in genere fatale. I sintomi sono diversi  a seconda dello stadio della malattia. Il più tipico,  quasi sempre presente, è l’evidente aumento della sete accompagnato in genere da un incremento dell’emissione di urina (sindrome poliuria/polidipsia).

A questi possono accompagnarsi depressione, febbre, anoressia, e scolo vaginale nei casi  in cui la cervice si apre.

Gli esami del sangue evidenziano un netto incremento dei globuli bianchi in circolo. Laddove è possibile è sempre  buona norma effettuare controlli per escludere la presenza di altre malattie che portano ad un aumento della sete come ad esempio diabete ed insufficienza renale.

Una diagnosi certa di piometra si ottiene con un esame ecografico mentre di scarso ausilio si rivelano quelli radiologici.

La terapia d’elezione è quella chirurgica: una ovarioisterectomia (totale) effettuata con l’animale in buone condizioni cliniche porta ad una guarigione rapida e completa nell’arco di qualche giorno.

Soggetti molto prostrati necessitano di terapie di sostegno prima e dopo l’intervento.

Nel caso di piometra aperta può essere tentata una cura con antibiotici ad ampio spettro associati a

prostaglandine ma è bene ricordare che i successi non superano mai il 10-15% dei casi per i quali va comunque tenuta in considerazione la possibilità di recidive della malattia dopo i calori successivi.

Attenzione quindi alle sospette frequenti bevute della vostra amica a quattrozampe soprattutto se non più giovanissima: una tempestiva visita dal vostro veterinario di fiducia potrebbe evitarle spiacevoli conseguenze e naturalmente salvarle la vita.

a cura del veterinario  Dr. Giovanni Gallotti per maialino.it

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