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…Quel dolce pensiero di maternità

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Capita, non di rado, che le cagne, 60 giorni dopo il calore, manifestino uno strano comportamento che allarma non poco i proprietari: mangiano svogliatamente o addirittura rifiutano il cibo, scavano buche nel giardino, grattano in continuazione i tappetini di casa, sono apatiche, non vogliono lasciare l'abitazione o, se escono, subito vogliono rientrare, cercano e nascondono pupazzetti , peluches e altri oggetti.

No, non sono improvvisamente impazzite ma sono in un particolare "momento" fisiologico comunemente chiamato pseudogravidanza o gravidanza falsa o immaginaria. Per svariati motivi, soprattutto psicologici, al termine del calore le ovaie non diventano silenti anche se non è avvenuto alcun accoppiamento e continuano a produrre una certa quantità di ormoni: l'animale assume un atteggiamento mentale tipico della gravidanza e, trascorsi i due fatidici mesi della gestazione, "deve" partorire come madre natura le comanderebbe di fare ma di fatto non vi è alcun cucciolo. La maggior parte delle cagne colpite da questa sindrome sviluppa poi una vera e propria lattazione che rischia di degenerare in una fastidiosa mastite.

Preoccupante? Direi proprio di no…

Pericolosa? Nemmeno…

Dal punto di vista sanitario, un accurato controllo della lattazione (anche farmacologico) basta per prevenire l'unica complicanza nella patologia e cioè l'infiammazione della ghiandola mammaria. La sindrome in toto non è prevenibile.

Nei casi gravi e recidivanti è consigliabile intervenire chirurgicamente, mediante asportazione delle ovaie, eliminando così il ciclo estrale.

È altresì falso che facendo veramente accoppiare e partorire il cane una volta, la patologia non si ripresenti.

Statisticamente si è notato che i soggetti più colpiti sono quelli che convivono con altri, anche di sesso femminile e quelli che comunque durante la fase estrale hanno avuto contatti con diversi cani.
Nei confronti di questa situazione particolare il proprietario deve comportarsi quindi con molta attenzione ma senza allarmismi eccessivi: assecondare e non redarguire l'animale e con pazienza attendere che il tutto, col passare del tempo, scompaia.

a cura del veterinario  Dr. Giovanni Gallotti

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