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Le ricerche del maialino      -     Orso polare

  Gli orsi polari si possono trovare in tutte le regioni polari dell’emisfero nord:  Russia, Norvegia, Stati Uniti, Canada e Groenlandia.

Si muovono costantemente, macinando centinaia di chilometri di distese ghiacciate alla ricerca  di foche (la loro preda fondamentale) e sono considerati  mammiferi marini. Essi passano più tempo sulle lastre di ghiaccio galleggianti e sulle banchise che circondano le terre artiche che sulla terraferma.

Il ghiaccio offre all'orso una base dalla quale cacciare la foca, e l'animale si muove da una lastra all'altra a seconda della stagione, poiché il ghiaccio avanza o si ritrae. Se durante il disgelo estivo manca il suo "passaggio" sul ghiaccio per raggiungere il Nord ricco di foche, può rimanere bloccato ed essere costretto ad affrontare tempi duri. Isolato perfettamente dal freddo, non ha bisogno di un rifugio permanente: spesso si limita a sdraiarsi per terra durante una tempesta per ridurre la superficie di esposizione alle intemperie; oppure si ripara dietro un cumulo di neve.

Gli orsi polari hanno un pesante corpo con forti zampe e un collo dalla muscolatura ben sviluppata e a confronto con gli altri orsi, la loro testa è proporzionalmente più piccola.

Questo adattamento permette loro di mantenere con maggiore facilità la testa fuori dell’acqua mentre nuotano.

Le loro orecchie e la coda sono coperte da pelliccia e molto corte per ridurre la dispersione del calore. Lo spesso strato di grasso sottocutaneo ha la duplice funzione di isolante termico e di mezzo per favorire il galleggiamento.   Le zampe anteriori sono molto grandi e si nota una parziale palmatura tra le dita, che facilita il nuoto. Sulla terra non sono veloci come l’orso bruno perché le loro zampe anteriori sono più adatte alla cattura e all’uccisione delle prede in acqua. L'orso polare non è mai bagnato! Quando si tuffa si inzuppano soltanto i grossi peli che formano uno strato di copertura, ma la parte sottostante rimane asciutta.

In alcuni punti delle distese ghiacciate si formano insenature e crepacci che, là dove i venti e le correnti impediscono il riformarsi del ghiaccio, possono rimanere aperti persino durante l'inverno, diventando un approdo importante per uccelli e mammiferi marini, che vi giungono in cerca di nutrimento. Vi arrivano anche le foche e, dove ci sono loro, l'orso polare non è molto distante.

Gli orsoni polari sono in grado di nuotare ininterrottamente per circa 100 km.  mantenendo un velocità di pressappoco 10 km/h. Possono restare in apnea fino a due minuti e raggiungere profondità di 4-5 m. Sott’acqua mantengono gli occhi aperti, appiattiscono le orecchie e tappano le narici. Sono anche in grado di compiere balzi fuori dall’acqua di più di 2 m, di solito per sorprendere le prede sul ghiaccio. Quando emergono dall’acqua, scuotono il loro corpo proprio come farebbe un cane.

Gli orsi polari sono esclusivamente carnivori e necessitano di almeno 2 Kg di grasso al giorno per sopravvivere. Si cibano oltre che  di foche, anche di cuccioli di tricheco, lemming e pesci marini.

Possono passare settimane tra un pasto e l’altro: la capacità del loro stomaco è molto elevata e ciò li favorisce. Infatti un pasto abbondante può aiutarli a sopravvivere durante i lunghi mesi in cui è piuttosto difficile trovare il cibo (La fame non è una causa di morte per gli orsi polari).

Si spostano sulla terraferma durante l’estate, quando appunto il ghiaccio si scioglie.

Durante questo periodo gli orsi cercano di minimizzare la perdita di peso cercando cibo sulla terraferma, come carogne di foche e balene, uova d’uccello, roditori, bacche e tutto ciò che è commestibile.

sono bello?

L'orso polare in acqua è meno agile della foca; di conseguenza preferisce cacciarla aspettandola sul ghiaccio. Il metodo migliore consiste nell'attendere che la foca esca dall'acqua per respirare: l'orso rimane in silenzio e immobile (talvolta per molte ore) finchè il naso della sua preda non affiora. Al che la colpisce con una violenta zampata, e dopo averla fatta a pezzi la trascina sul ghiaccio per cibarsi della carne e del grasso ricco e spesso che la ricopre.

In estate, invece, l'orso si avvicina di soppiatto alle foche distese sul ghiaccio e, quando è abbastanza vicino da poter colpire, si precipita loro addosso negli ultimi pochi metri di ghiaccio.

La stagione delle nascite delle foche è l'occasione di un banchetto annuale di piccoli di foca, che l'orso polare stana dal loro rifugio sotto la neve.

Gli accoppiamenti avvengono sulla banchisa tra la fine di marzo e metà luglio. Durante questo periodo le femmine si accoppieranno per tre settimane ciascuna con diversi maschi. Dopo l'accoppiamento la femmina si nutre molto per aumentare le sue riserve di grasso e può arrivare addirittura a raddoppiare il suo peso.   La madre entra in letargo tra ottobre e novembre; i  piccoli nascono, in una tana ricavata nella neve, tra novembre e l'inizio di gennaio; sono generalmente due, pesano circa mezzo chilo ma, grazie al latte della mamma (che loro raggiungono anche se rimane addormentata) possono raggiungere i 13 chili quando in primavera escono dal rifugio.

bacino mamma            
Alla nascita i piccoli sono privi di peli, di denti, ciechi e molto magri. Il loro peso è circa 600-700 g.   ma si sviluppano rapidamente, grazie alla ricca dieta e, quando a marzo la madre si sveglierà dal letargo, questi saranno in grado di seguirla. Sei orsacchiotti su dieci muoiono nei primi anni di vita per fame, incidenti o attacchi di altri maschi. La maggior parte delle orse sono buone madri, anche se a volte per inesperienza e malnutrizione, alcune di esse sono state la causa della morte dei piccoli.
I cuccioli restano con la madre per i primi due - tre anni di vita, dalla quale si separano quando questa si accoppia nuovamente. Devono diventare al più presto autosufficienti e mantenere la riserva di grasso nel periodo invernale se vogliono sopravvivere.

cuccioli e mamma Le femmine che hanno dei piccoli non si accoppiano e siccome i cuccioli diventano indipendenti solo dopo tre anni, le femmine disponibili sono poche. I maschi devono pertanto lottare tra di loro, e i combattimenti sono spesso molto cruenti.
Con l'eccezione dell'accoppiamento e dell'allevamento dei cuccioli, gli orsi polari sono animali solitari. Possono al limite dividersi pacificamente una grande quantità di cibo (come una balena), ma i maschi sono aggressivi e arrivano a uccidere i piccoli perché potenziali futuri rivali nell'accoppiamento.

Gli orsi polari comunicano tra di loro attraverso una combinazione di suoni e linguaggio del corpo. Un forte brontolio serve per esempio da avvertimento agli altri orsi, o per proteggere le fonti di cibo. Per "elemosinare" cibo ad un altro orso, ci si avvicina lentamente, girando attorno alla carcassa, offrendo un umile saluto naso-a-naso. Gli orsi che dimostrano buone maniere riescono spesso ad ottenere parte della preda. Quando un orso vuole giocare, lo comunica oscillando la testa da lato a lato. Negli adulti i giochi includono lotte simulate.

wpe80.jpg (2066 byte) Nel 1960 la stima degli esemplari viventi era di 10.000 unità. Anni dopo gli Stati Uniti insieme a Canada, Norvegia, Danimarca, Groenlandia e Russia, hanno siglato un accordo che limita la caccia dell'orso e riconosce la necessità di proteggere l'intero ecosistema artico.

Grazie a questo documento, oggi si contano ben 40.000 esemplari.

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