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L'orca

L'orca è uno dei più grandi predatori marini ed è caratterizzata dalla colorazione nera e bianca del corpo. Può raggiungere i 9 metri di lunghezza e le 5 tonnellate di peso.

E'  molto diffusa nel mondo. Si trova in tutti gli oceani e i mari del mondo, a qualsiasi latitudine, dall'equatore ai poli. Vive sia nelle profondità oceaniche sia nei bassi fondali in prossimità delle coste, spingendosi persino nelle foci dei fiumi. A nord e a sud il suo habitat è delimitato dalla banchisa polare, nei pressi della quale giunge in estate e dove caccia fra i banchi di ghiaccio galleggianti. Sembra prediligere le acque più fredde, dove trova una maggiore varietà di prede.

Pur potendosi nutrire e riprodurre in acque sia temperate sia fredde, alcune popolazioni migrano verso l'equatore in inverno per tornare verso i poli in estate, in maniera molto simile alle balene grigie che vivono al largo delle coste statunitensi. Più spesso però l'orca rimane nella stessa zona per tutto l'anno, spostandosi per ampi tratti all'interno del proprio habitat originario in cerca di prede.   

 

L'orca vive in gruppi molto compatti che in genere comprendono una femmina con i piccoli, altre femmine più anziane sterili e un maschio adulto. Un gruppo di questo tipo costituisce la base di un'unità familiare chiamata pod. I componenti del pod ricorrono a fischi, suoni e grida per tenersi in contatto; ogni pod "parla" un proprio dialetto, che si sviluppa col tempo e viene tramandato di generazione in generazione.

Utilizzando un organo specifico posto sulla fronte, l'orca produce fasci di impulsi sonori che usa come una specie di sonar e che le servono per navigare e per cacciare nelle acque buie. Gli oggetti che ne vengono colpiti rimandano una sorta di eco in base al quale l'orca è in grado di stabilire cosa si trova sulla sua strada: un membro del pod, un affioramento roccioso oppure qualcosa di commestibile.                

L'orca si nutre di pesce, calamari, delfini, uccelli, foche, leoni marini e altri cetacei. Non attacca qualsiasi creatura che incontri ma, al contrario, si concentra sulle specie più abbondanti del luogo, adeguando di conseguenza le tecniche di caccia. Le orche sole si limitano alle prede di piccole dimensioni, mentre quando sono in branco puntano a quelle più grandi: balene grigie o balene minke, leoni marini o interi banchi di pesci. Quando il gruppo va a caccia di pesci che si muovono in banchi piuttosto compatti, come il salmone, si muove in formazione, spingendo i pesci verso fondali bassi o barriere coralline: intrappolati i pesci, le orche attaccano il banco con le fauci spalancate. Le orche, in caso di pericolo, non temono neppure i grossi pescecani.

 

Una femmina può accoppiarsi con diversi compagni appartenenti anche ad altri pod, di conseguenza i maschi, non potendo riconoscere i propri figli, si occupano dei piccoli del loro gruppo; si tratta per lo più della prole delle loro sorelle. Dopo circa un anno e mezzo dalla fecondazione, la femmina da alla luce un unico piccolo lungo circa 2 metri. Dopo essere stato partorito in acque basse il piccolo viene sospinto in superficie dalla madre o da un altro parente in modo che possa respirare per la prima volta. Nelle prime settimane di vita succhia il latte due o tre volte l'ora sia di giorno che di notte. Un'orca giovane continua a poppare per circa due anni, instaurando con la madre un forte legame. È per questo motivo che le orche femmine figliano ogni sei anni circa.

L'uccisione sistematica negli anni da parte dei pescatori che ne ricavano olio e carne, la cattura per i parchi acquatici o i centri di studio, il calo delle prede dovuto alla pesca intensiva e l'inquinamento costiero; questi quattro fattori rappresentano minacce a lungo termine. Nonostante questi pericoli la specie fortunatamente per il momento non è ritenuta a rischio d'estinzione.

 

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