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Le ricerche del maialino - La Lontra

La lontra è un mammifero, dell'ordine dei carnivori, fa parte della famiglia dei mustelidi.

E' perfettamente adattata alla vita acquatica. Il corpo lungo e flessuoso, le gambe corte, la dentatura, la presenza di ghiandole anali evidenziano la stretta parentela con martore e puzzole; ma altri caratteri rivelano l'adattamento al nuoto subacqueo.

La testa è larga e schiacciata, le orecchie piccole sono provviste di un padiglione capace di chiudersi ermeticamente, quando è in acqua, come anche le narici.


Le cinque dita dei piedi sono palmate per 3/4 della loro lunghezza e munite di unghie non retrattili. La coda appiattita e larga fa da timone dando movimenti sinuosi al tronco, dopo che si è data forti spinte con le corte zampe palmate.

 

Il pelo marrone, con parti inferiori di un colore più chiaro, è corto, folto, impermeabile. La pelliccia è una delle più pregiate; la lontra ha infatti corso un serio pericolo di estinzione.

Gli occhi consentono la visione subacquea e le vibrisse (i peli della narice) permettono a questi animali di trovare le prede in acque torbide e di notte.

La lunghezza della lontra adulta è di solito tra i 62 e gli 83 centimetri, e in più 45 cm circa di coda.  Il peso varia fra i 6 e i 15 chili. La lontra marina del Pacifico settentrionale è molto più grossa e può raggiungere 1 metro e 20 di lunghezza con 30 cm di coda, e 40-45 chili di peso.
I maschi sono più grandi ed emanano un intenso odore di muschio, più leggero nelle femmine.

La lontra europea la si incontra  in Europa, Africa: Marocco - Algeria - Tunisia, nel continente asiatico, compreso il Giappone e l'Indomalesia, con esclusione dei territori più settentrionali della Siberia, e in alcune parti dell'India, dove coabita con altre specie più piccole.

L’attuale distribuzione in Europa è molto frammentata. E' presente comunque dalla Scandinavia al Mediterraneo, dove giunge appunto sino al Marocco, e si adatta ad una grande variabilità di ambienti (coste marine comprese), purchè indisturbati. Nei paesi dell’ex-Unione Sovietica e in generale dell’Est europeo l’areale mostra una certa continuità, mentre nell’Europa occidentale si presenta suddiviso in ambienti residui largamente disgiunti per il fatto che la specie in diversi paesi è ormai estinta (ad esempio Olanda, Liechtenstein, Svizzera) ed in altri è presente con popolazioni relitte e isolate (Italia, Francia, Belgio, Germania).

L’inquinamento delle acque dolci, la distruzione di molti ambienti naturali, la cementificazione dei corsi d’acqua e soprattutto anche la persecuzione di cui è stata oggetto per secoli con lacci e tagliole per la sua preziosa pelliccia l’hanno resa il mammifero più raro della penisola italiana, a rischio di estinzione, seconda in questo triste primato solo alla foca monaca.

Ne sopravvivono pochissimi esemplari solo nella Toscana meidionale, in Campania e in Basilicata, e forse qualche altra piccolissima popolazione in Emilia Romagna, Abruzzo, Molise e Liguria (non è mai stata presente in Sardegna e Sicilia).
Dal 1982 il WWF ha svolto diverse iniziative per la sua tutela ed ha costituito il Gruppo Lontra Italia, preposto proprio per tutelare questa specie.

Il suo rifugio sono di solito le cavità tra i massi, i buchi nelle sponde celate dalla vegetazione che le lontre talvolta adattano scavando esse stesse.

La presenza di rimasugli di pesce mangiucchiati e gli escrementi pieni di lische  e di scaglie,  deposti quasi sempre in un medesimo punto, denunciano la vicinanza di una tana di lontra. Sulla terraferma la lontra appare tanto goffa quanto agile è nell'acqua, dove nuota con movimenti serpentini del tronco e della coda. Le zampe posteriori controllano la direzione.

Strettamente legata all’ambiente acquatico, la lontra vive in prossimità di fiumi, ruscelli e laghi di montagna fino ad un’altitudine superiore ai 2.000 metri, di canneti, paludi, lagune, estuari e foci dei fiumi, torrenti montani, canali di irrigazione e bacini artificiali, ove vi sia una buona alternanza di acque più o meno profonde, calme e correnti. Tuffatrice eccezionale, può rimanere sommersa per parecchi minuti, grazie alla notevole capacità dei polmoni. In generale fa la posta alle prede stando sulla sponda e piombando sopra di esse con gran precisione. Ma spesso si aggira sul fondo per catturare gamberi e pesci fra le erbe e le pietre.  A riva le lontre non vengono quasi mai. Solo durante le tempeste di rifugiano sugli scogli.

Stanno nascoste di giorno e scendono nell’acqua di notte.  Il cibo è costituito quasi prevalentemente da molluschi, crostacei, ricci di mare, e pochi pesci raccolti in fondo al mare e trascinati in superficie e lì divorati, usando il petto come "tavola da pranzo".  

Tra i pesci in particolare cattura specie lente come i ciprinidi (alborella, cavedano, vairone) e anguille, che acciuffano con grande abilità. Integrano la dieta con anfibi, qualche piccolo mammiferi e uccelli e, eccezionalemente, bisce d’acqua. In mancanza di pesce mangiano altri animali acquatici spopolando i corsi d’acqua.   

Nel corso di una nottata una lontra può percorrere parecchi chilometri, sia nell'acqua (dove può immergersi anche per 6-7 minuti) che sulla terraferma, in cerca di nuovi fiumi o laghi.

Vivono isolate o a coppie in piccoli gruppi.

La lontra emette un suono che sembra una specie di grugnito; al tempo degli amori, maschi e femmine si chiamano con lunghi fischi. A volte fa versi simili ad una acuta risata; altre volte può anche strillare o borbottare.

In maggio, dopo 9 settimane di gravidanza, la femmina dà alla luce da 2 a 5 piccoli, che allatta e cura amorosamente per 7-9 settimane.
I piccoli cominciano poi a nuotare nei fiumi, a seguire i genitori nella pesca, a nutrirsi con le loro prede e, pian piano, con quelle che catturano da soli.

La lontra è un animale socievole e giocherellone, che ama scivolare nel fango e sulle rive, anche se di solito conduce una vita solitaria accoppiandosi solo nel periodo degli amori.

E' un animale intelligente ed addomesticabile; in pochi mesi impara a rispondere alla chiamata dell'uomo.

E' tra i più importanti indicatori ecologici della salute dei corsi d’acqua e dei laghi in cui vive: la sua scomparsa coincide con l’arrivo dell’inquinamento e con l’assenza di popolazioni vitali di pesci.

 

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