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Funghi, ma non porcini…

Da sempre la nostra fertile terra è un prezioso serbatoio di funghi commestibili ma ultimamente porcini e altro hanno subito drastici tagli…cosa volete è un segno dei tempi!
In compenso compaiono sempre più numerosi i 'funghi della pelle' e purtroppo anche le persone che ne trovano in ogni dove stanno proliferando a dismisura.

Le patologie cutanee sostenute da funghi microscopici, le famigerate micosi, trovano, nella mentalità comune, i nostri animali nella veste di untori quindi di responsabili della diffusione delle stesse.

In effetti una delle più frequenti zoonosi (malattie trasmesse da animale ad uomo e viceversa) e proprio la cosiddetta "tigna", malattia fungina sostenuta principalmente da microsporum spp e Tricophytoon, ma è bene ricordare che la fonte del contagio può anche essere un essere umano o, raramente, l'ambiente.

Le persone più ricettive a questo tipo di problema sono i bambini in età prepubere, gli anziani ed in genere i soggetti immunodepressi (malattie, stress, ecc.).
Il gatto resta, in ogni caso, il principale serbatoio di funghi microscopici e spesso può albergare e diffondere spore senza manifestare clinicamente la malattia agendo quindi da vero e proprio portatore sano. Per questa ragione è impossibile individuare preventivamente questi felini che per contatto diretto propagheranno la patologia.

Rarissimi, invece, i portatori tra i cani che, in caso di contatto con le tigne, manifestano praticamente sempre il morbo. I sintomi delle mucose cutanee, nei nostri animali, sono dati prevalentemente dalla formazione di aree prive di pelo, tondeggianti, fosforose, localizzate di solito sulla testa o sulle zampe. Importante sottolineare che, a differenza dell'uomo, queste lesioni non sono pruriginose se non complicate da irruzione secondaria.

La diagnosi precisa viene fatta seminando il pelo, prelevato dal margine delle aree colpite, su particolari terreni di crescita per miceti, reperibili ormai in ogni laboratorio veterinario. È possibile visualizzare al microscopio le spore adese ai peli e queste stesse spore a volte possono dare, se esaminate con una lampada di Wood, un effetto "fluorescente" sulla cute.

Con appropriate terapie orali e locali è quasi sempre possibile sconfiggere queste malattie anche se, nei nostri animali, il tempo per arrivare ad una guarigione completa è solitamente piuttosto lungo ed i farmaci usati possono dare effetti collaterali. Prima si instaura una cura, prima si guarisce!

In presenza di cani o gatti affetti da micosi è bene osservare alcune norme igieniche: isolare il più possibile l'animale, lavarsi accuratamente le mani dopo averlo toccato, non lasciarlo dormire su divani, lenzuola, ecc. e ricordarsi che il discorso vale anche per l'uomo!

Prevenire la patologia è praticamente impossibile anche se una accurata pulizia del mantello ed una quotidiana cura dello stesso, in soggetti abituati a frequenti contatti con i loro simili, può servire, se non a prevenire, quantomeno a formulare una diagnosi precoce.

E nell'uomo?…beh esistono i medici, meglio consultarli spesso e bene!

Ricordando ancora di non demonizzare cani e gatti per ogni piccola macchiolina rossa che troviamo sulla pelle, auguro a tutti un futuro con meno tigne e, se il cemento ce lo consentirà, con più porcini sulle nostre tavole.

a cura del veterinario  Dr. Giovanni Gallotti

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