maialino.it

 

Gossip Animali Cartoni Musica Gallery Home

Le ricerche del maialino

Il Delfino

Il delfino tursiope frequenta sia le acque costiere che il mare aperto e gli oceani, sia abbastanza freddi che tropicali. Sebbene i gruppi che abitano vicino alla riva, osservati più frequentemente, non nuotino al di sotto dei 30 metri, il delfino può trovarsi in una vasta gamma di scenari costieri: dalle piccole insenature rocciose, alle lagune, alle spiagge frastagliate. Si spinge anche, come l'orca, negli estuari e nei tratti terminali dei grandi fiumi.


Le specie oceaniche, meno studiate, spesso si aggirano intorno alle isole e sulle piattaforme continentali. Questi delfini nuotano in superficie, ma si immergono fino alla profondità di 600 metri.

Il delfino tursiope è un predatore versatile che adatta le sue tecniche di caccia alle condizioni del luogo e alla presenza di prede; si nutre in acque profonde e torbide e usa il suono per localizzare le sue prede.

Produce infatti una serie di ticchettii che direziona utilizzando i tessuti grassi della fronte, ed è in grado così di riconoscere l'eco caratteristica, riflessa da qualsiasi cosa sia commestibile. Quando cacciano in gruppo, i delfini dapprima saltano fuori dall'acqua per localizzare e concentrare un banco di pesci; quindi agiscono dal basso per spingere le prede in superficie.

Grande e muscoloso, il delfino tursiope è un potente nuotatore che spesso segue le scie delle navi veloci, raggiungendo punte di velocità di 25 Km/h.

Delfini e balene si muovono nell'acqua spingendo la coda in su e giù, in contrasto con la maggior parte dei pesci che muovono la coda e il dorso orizzontalmente.

Ma l'eccezionale potenza del delfino non è dovuta soltanto alla sua capacità muscolare: è infatti così idrodinamico che nuota incontrando una resistenza minima.

Si ipotizza anche che riesca a modificare i contorni della sua pelle mobile e quasi gommosa per eliminare ogni zona di turbolenza che si crea mentre nuota. Le cellule della sua pelle, inoltre, contengono secrezioni oleose la cui effusione lubrifica il passaggio nell'acqua.

Questa specie di delfini solitamente vive in gruppi di 2-6 esemplari, ma i banchi più numerosi possono arrivare anche a più di 1000 unità. All'interno di ogni gruppo vige una precisa gerarchia, con i maschi dominanti che possono affermare il loro potere anche colpendo e speronando i rivali o più semplicemente con comportamenti minacciosi, quali il movimento violento della coda.


È probabile che questi esemplari riescano ad avere la precedenza rispetto agli altri nell'accoppiamento, ma è difficile riuscire a stabilirlo con certezza.

L'accoppiamento ha luogo in primavera e in estate; il maschio nuota verso l'alto ponendosi ad angolo retto rispetto alla femmina, per un tempo che varia dai 2 ai 10 secondi.

Con la nascita il piccolo comincia un legame particolare con la madre che termina ai 6 anni, quando raggiunge la maturità sessuale.

I delfini che popolano le coste delle Indie occidentali, dell'Africa occidentale e del Giappone sono stati decimati dalla pesca della balena e dai pescatori, che cercavano di salvaguardare le loro riserve di pesca.

Altri gruppi sono stati colpiti dall'inquinamento, ma in generale il delfino tursiope resta un animale diffuso.

Ciò non toglie che non si debba assolutamente preservare anche questa specie animale.

Programma di ricerca AEOLIAN CETACEAN RESEARCH edizione 2011:
Studiare delfini, balene, capodogli e tartarughe marine nelle acque dell'arcipelago delle Eolie

Corsi sui cetacei alle Eolie

Programma di ricerca AEOLIAN CETACEAN RESEARCH edizione 2011: Studiare delfini, balene, capodogli e tartarughe marine nelle acque dell'arcipelago delle Eolie.

La NECTON Marine Research Society, a partire dal 1° aprile 2011 offre a tutti la possibilità di partecipare ai corsi sui cetacei organizzati nell'ambito dell'unico programma di ricerca a lungo termine sui cetacei nelle acque delle Eolie. La base logistica del progetto si trova sull'isola di Salina, una delle sette perle dell'Arcipelago delle Eolie. L'isola è stata scelta perchè oltre ad essere bellissima, grazie ad una vegetazione lussureggiante (è l'isola più verde e la più alta dell'intero Arcipelago), con la presenza di numerosissime specie animali e vegetali, in alcuni casi endemiche,si trova al centro dell'arcipelago, e la posizione strategica permette di effettuare i monitoraggi in tutta l'area.
Le iscrizioni ai corsi sono aperte dal 10 gennaio 2011

L'Aeolian Cetacean Research è un programma di ricerca che ha lo scopo di conoscere nel miglior modo possibile le abitudini che legano i mammiferi marini a questo particolare ambiente. Il monitoraggio viene effettuato in un'area molto ampia impegnando risorse umane e non solo per esaminare al meglio due habitat di fondamentale importanza per capodoglio, balenottera comune, delfino comune, stenella striata, globicefalo, grampo e tursiope specie oggetto della ricerca, oltre che per la tartaruga marina Caretta caretta.

- L'ambiente pelagico, area in cui vengono osservate principalmente il capodoglio, la stenella, la balenottera comune, il grampo, il delfino comune ed il globicefalo, rappresenta la parte più estesa dell'ambiente marino delle Eolie che presentano fondali molto scoscesi con profondità che rapidamente raggiungono e superano i mille metri.
- L'ambiente costiero, poco esteso e circoscritto quasi esclusivamente alla parte immediatamente vicina alla costa, rappresenta invece il luogo ideale per studiare la presenza del tursiope ed il fenomeno dell'interazione tra questa specie e l'attività di pesca.

Le motivazioni del progetto: L'esigenza di comprendere le dinamiche che legano i cetacei e le tartarughe all'ambiente marino delle Eolie, il loro comportamento e le aree di maggiore concentrazione in queste acque, unita all'esperienza pluriennale nel campo della ricerca applicata al mare e all'attività diretta svolta dalla NECTON Marine Research Society sono le linee ispiratrici di un programma di ricerca che scaturisce anche dal desiderio di dare l'occasione a chi ha un interesse ed una passione per mammiferi marini e tartarughe di studiarli direttamente nel loro ambiente naturale. Dalla nascita di questo progetto nel 2004 ad oggi, il progetto si è migliorato ulteriormente grazie anche alla preziosa collaborazione dell'associazione no profit DELPHIS Aeolian Dolphin Center che si occupa dello studio dell'ecosistema marino delle Isole Eolie.

La scelta del sito: Il progetto di ricerca si svolge tra Capo Milazzo e le acque dell'intero Arcipelago Eoliano. L'arcipelago è formato da 7 isole di origine vulcanica: Vulcano, Lipari, Salina, Stromboli, Filicudi, Alicudi e Panarea. Le isole sono circondate da un mare molto profondo e ricco, un'area di notevole importanza per lo studio dei cetacei. Pochi sanno ad esempio che moltissimi capodogli si riuniscono in queste acque per riprodursi. Le profonde acque dell'Arcipelago sono particolarmente ricche in nutrienti, cosa che determina una considerevole presenza di plancton, pesci e cefalopodi. Queste specie rappresentano le prede elettive dei cetacei,che in quest'area si trovano in concentrazioni molto elevate. La base logistica è rappresentata dall'isola di Salina che, incastonata al centro dell'Arcipelago delle Eolie è sicuramente uno dei luoghi migliori dell'intero Mar Mediterraneo per accostarsi ai cetacei ed alle tartarughe marine. La posizione centrale dell'isola rispetto all'Arcipelago offre la possibilità di spostarsi agevolmente da un punto all'altro dello stesso alla ricerca di questi meravigliosi animali e rappresenta un eccellente punto di partenza sia per chi ha deciso di iniziare un viaggio alla scoperta di questo mare e dei suoi più affascinanti abitanti, sia per chi (per studio o per lavoro) ha l'interesse di approfondire le proprie conoscenze sui cetacei. Dall'inizio del progetto ad oggi, gli importantissimi dati raccolti ci stanno consentendo di comprendere sempre meglio le dinamiche di popolazione dei cetacei e delle tartarughe che per motivi trofici o riproduttivi vivono stabilmente o si trovano di passaggio in queste acque. Oltre ai cetacei, nelle acque dell'Arcipelago capita di incontrare altre specie marine: uccelli come aironi, garzette, gabbiani reali, berte maggiori e minori, gabbiani comuni e corallini, molte specie di rapaci. Pesci: tonni, pesci spada, pesci luna, lampughe, pesci pilota, mobule, squali pelagici. Costante è la presenza delle tartarughe marine. Infatti, durante i monitoraggi sui cetacei ci si imbatte in numerosi individui di tartaruga marina Caretta caretta ed anche in questo caso vengono raccolti dati su posizione geografica, temperatura superficiale dell'acqua, dimensioni, presenza di segni, cicatrici, parassiti, ami e vengono prelevati minuscoli campioni di pelle che servono alle analisi genetiche.

La ricerca: Tra gli scopi più importanti del progetto vi sono il monitoraggio delle diverse specie di cetacei che vivono o che si trovano di passaggio nelle acque delle Eolie, lo studio del fenomeno dell'interazione tra cetacei ed attivitàdi pesca, la foto identificazione delle tre specie che maggiormente frequentano queste acque ovvero il capodoglio (Physeter macrocephalus), che qui si riproduce, la stenella (Stenella coeruleoalba) ed il tursiope (Tursiops truncatus) che rappresenta la specie più implicata nel fenomeno dell'interazione con le attivià di pesca. Importante è anche il monitoraggio delle tartarughe marine della specie Caretta caretta, numerose nell'area e sulle quali la Necton ha iniziato da alcuni anni uno studio sulla relazione tra la presenza di questa specie e la temperatura superficiale delle acque in diverse aree del Mediterraneo.

Per svolgere l'attività di ricerca nell'ambito di questo progetto si utilizzano diverse tecniche tra cui la foto identificazione e l'indagine acustica.

Per ulteriori informazioni ed iscrizioni
info@necton.it - info.necton@email.it

Gossip Animali Cartoni Musica HOME