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Le ricerche del maialino    -    Il coccodrillo del Nilo


Il coccodrillo del Nilo sopravvive ovunque ci sia acqua.
Occupa pozze, fiumi, laghi, bacini idrici e persino fosse in numerose zone del continente africano e del Madagascar, al largo della costa sudorientale.

Nei periodi di siccità può percorrere anche 25 Km in cerca d'acqua, senza la quale non può sopravvivere.




Può trascorrere brevi periodi anche in acque salate: singoli esemplari sono stati avvistati abitualmente nel canale compreso tra la terraferma ed il Madagascar.

Durante la stagione umida, i giovani coccodrilli occupano spesso delle pozzanghere, per poi trasferirsi in buche più grandi una volta cresciuti. 

A differenza dei mammiferi e degli uccelli, la maggior parte dei rettili non ha un sistema di termoregolazione quindi per riscaldarsi o per raffreddarsi, il coccodrillo deve ricorrere ad altri espedienti; al mattino si crogiola al sole per riscaldarsi, e tuttavia, con l'aumentare della temperatura, deve tenere la bocca spalancata per espellere il calore in eccesso, oppure andare a cercarsi un posto all'ombra o ancora immergersi nell'acqua.

Nei periodi meno caldi, esso si sposta nell'acqua più profonda rimanendo immobile; in queste condizioni può sopravvivere anche un anno senza mangiare.

Un coccodrillo del Nilo nel pieno della maturità uccide e mangia qualsiasi animale gli capiti a tiro. È un cacciatore camaleontico e insegue la sua preda sia in acqua che sulla terraferma. La sua alimentazione dipende dal tipo di prede presenti nel luogo in cui vive.

La fauna disponibile varia di regione in regione e ha un ruolo fondamentale nel determinare la taglia di un esemplare adulto: nelle zone più ricche di prede il coccodrillo può arrivare fino a 6 metri di lunghezza.

Questo rettile non è in grado di masticare poiché i lunghi denti non riescono a tagliare o sminuzzare: di conseguenza si limita a strappare dalla preda dei pezzi di carne e deglutirli interi. Se una preda è troppo grossa per essere mangiata in una sola volta, ne conserva una parte sott'acqua.

Il coccodrillo del Nilo si riproduce durante la stagione secca, perciò le uova si schiudono con l'arrivo delle piogge. Dato che ogni maschio cerca di accoppiarsi con quante più femmine sia possibile, spesso si verificano combattimenti fra rivali.

Dopo l'accoppiamento, la femmina scava una buca vicino ai bordi dell'acqua e depone dalle 25 alle 100 uova dal guscio molle simile a cuoio. Il nido viene sorvegliato per tre mesi, il tempo necessario perché si schiudano.           

Quando i piccoli sono pronti per uscire, emettono un suono stridulo: è il segnale affinchè la madre rimuova la terra e li aiuti a venire in superficie. Se qualcuno dei piccoli incontra delle difficoltà ad uscire, la madre provvede a rompere il guscio.

Dopodichè raccoglie i piccoli con la bocca e li porta al sicuro nell'acqua, rimanendo loro vicina per quattro settimane, in modo da difenderli dagli attacchi dei predatori.

Il coccodrillo del Nilo non corre immediati pericoli di estinzione. Tuttavia vaste aree del suo habitat naturale sono state distrutte dall'uomo e la popolazione è diminuita. Oltretutto è stato oggetto di un'intensa caccia, che aveva per obiettivo sia la sua pelle che la sua carne.

Lo sviluppo di fattorie che allevano coccodrilli a fini commerciali, ha consentito di allentare la pressione sulle popolazioni selvatiche all'interno del loro habitat.

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