maialino.it

 

Libri Cinema Teatro Gossip Animali Cartoni Musica Gallery Home

Can che abbaia non morde

Recitava l'antico detto: "can che abbaia non morde..". Ma dalle cronache che si leggono sui quotidiani sembra proprio che i cani mordano, eccome, con o senza abbaiare.

Capita purtroppo di frequente che persone più o meno sprovvedute si facciano "marchiare" dai nostri amici quattrozampe con danni personali a volte molto gravi.

Quando questo evento succede è doveroso affrontarlo sotto i diversi aspetti sanitari, legali e comportamentali.
Un cane può morsicare per aggressività, paura, difesa, supremazia territoriale ecc. e perché, comunque, gliene si è data una ragione: dietro questo naturale comportamento c'è sempre una imprudenza o una leggerezza o, non raramente, una inciviltà umana.

Esistono razze tendenzialmente più battagliere e mordaci di altre che devono essere tenute da proprietari in grado di controllarle anche se, in ogni caso, un cane bene educato difficilmente si trasformerà in un cane-killer. Non di rado episodi di morsicatura si chiudono con l'allontanamento o addirittura l'eutanasia di animali che, poveri loro, hanno agito solo per istinto naturale o semplicemente perché abituati o addirittura addestrati a comportarsi così: non decidiamo mai a caldo la loro sorte, riflettiamoci….

Qualora si venisse morsicati da un qualsivoglia quadrupede è sempre buona cosa recarsi da un medico o, se le lesioni lo richiedessero, in un pronto soccorso. Le ferite provocate da animali hanno sempre la tendenza ad infettarsi per il gran
numero di batteri presenti nella cavità orale di cani e gatti, quindi è sempre consigliata, in questi casi, una terapia antibiotica.

E' luogo comune associare la parola morso alla parola rabbia, grave malattia infettiva trasmessa dalla saliva di soggetti malati che, anche se quasi completamente scomparsa, incute ancora notevole timore. Da anni non si hanno segnalazioni di casi di rabbia nelle nostre zone, tanto è vero che la cosiddetta vaccinazione precontagio non è più obbligatoria per gli animali di proprietà.

Purtroppo dai paesi dell'est- Europa arrivano dati epidemiologici tutt'altro che rassicuranti (2-300 casi di rabbia all'anno) e, visto il gran numero di animali potenzialmente portatori come volpi, ratti e nutrie, andrebbe sicuramente ripristinata questa pratica profilattica.

Le strutture sanitarie sono costrette, in presenza di ferite da morso, a sporgere denuncia di questi episodi presso i servizi di igiene pubblica anche se i cani in questione sono di proprietà della persona interessata.

Lo stesso animale dovrà poi essere sottoposto ad un periodo di osservazione di almeno dieci giorni da parte del servizio veterinario della ASL di competenza per territorio. Un cane ammalato di rabbia è infatti in grado di trasmetterla solo nello stadio terminale quando, in genere, la morte sopraggiunge entro pochi giorni.

Durante questo periodo di controllo al cane non deve essere somministrato, in nessun caso, alcun trattamento terapeutico per non indurre gli operatori ad errori di giudizio sullo stato clinico dello stesso. Qualora l'animale dovesse decedere prima della chiusura della pratica, il cadavere deve comunque rimanere a disposizione dell'autorità sanitaria.

Aver eseguito la vaccinazione antirabbia non esclude il controllo veterinario ma sicuramente costituisce un elemento tranquillizzante per controllore, controllato e… beh, naturalmente, per morsicato!

E' bene ricordare che la suddetta vaccinazione è obbligatoria per portare il nostro amico all'estero, in alcune regioni italiane e generalmente su navi, aerei ecc.

Dal punto di vista legale un proprietario è sempre responsabile dei danni provocati dal proprio animale anche se apparentemente lo stesso è stato provocato o ha agito all'interno della propria abitazione. Sembra assurdo ma per il legislatore parlare di cani e parlare di automobili è la stessa cosa. "O tempora o mores"! … Brutti tempi per gli animali!

a cura del veterinario  Dr. Giovanni Gallotti

Libri Cinema Teatro Gossip Animali Cartoni Musica HOME